La trazione elettrica trifase ha scritto pagine importanti della storia ferroviaria d’Italia per decenni, a partire dai primissimi anni del Novecento per arrivare al 1976, anno nel quale venne definitivamente abbandonata. Sebbene sia passato dunque mezzo secolo dall’ultimo servizio, è quantomeno sorprendente che vi sia ancora un interesse del pubblico così grande per quelle sgraziate macchine dalle grosse bielle e per quella complicata linea di contatto bifilare. Sabato 23 maggio, infatti, svariate centinaia di appassionati provenienti da tutta Italia si sono date appuntamento sulle banchine della stazione di Acqui Terme per assistere all’arrivo di un treno speciale organizzato per commemorare il 50º anniversario della conversione in Corrente continua.

Per rievocare l’evento si è ricostruita una composizione simile a quella che inaugurò il nuovo corso della linea, ovvero quattro carrozze Tipo X in Grigio ardesia trainate da una E.656, in quel caso la 026. Partito da Milano alle 7:55 e classificato Straordinario 96235 con in testa la E.656 093 addobbata con un pavese di bandiere tricolori proprio come la consorella cinquant’anni fa, ha agganciato ad Alessandria le vere ospiti d’onore della giornata, la E.431 027 e E 432 031 del Museo Ferroviario Piemontese, che hanno così potuto rivivere l’emozione di un binario vero.

A far stringere ancora di più i cuori degli appassionati ci ha pensato il giorno dopo, domenica 24 maggio, la E.626 194 di Fondazione FS, che ha riportato in vita le celebri composizione “anfibie”, tipiche di quella linea, trainando un convoglio misto di Centoporte in Castano-Isabella e in Grigio ardesia.

In definitiva una giornata intensa e di grandi suggestioni, mostrando le locomotive trifase in movimento a chi le conosceva solo grazie a foto e musei, e ravvivando la memoria di chi invece le aveva viste ancora in esercizio. Apprendiamo anche che la E.431 e la E.432 sono state trasferite e rimessate a La Spezia Migliarina per possibili nuovi viaggi in composizione a treni storici.
Va dato merito a Fondazione FS, che ha organizzato la cosa in collaborazione con il Treno Club Savona e con il Museo Ferroviario Piemontese, di aver concretizzato qualcosa di unico, degno delle migliori esperienze nel campo della conservazione della memoria ferroviaria a livello europeo.
Quanto oggi sia ipotizzabile un futuro ripristino funzionale di un tratto di linea trifase per fini turistici e museali nessuno può dirlo. Ma, come si dice nelle fiabe, a sognare che male c’è?

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