Senza una fine

 

A cura di Alessandro Buonopane e Alessandro Tarasca

Difficile pensare che Vito non ci sia più. La nostra amicizia comincia alla fine degli anni Settanta, quando tutti frequentavamo il Gruppo Fermodellistico Pugliese e lui, pur di essere presente, riusciva sempre a ritagliarsi qualche ora per parlare di treni, tempo che sottraeva al suo lavoro di farmacista ed alla sua giovane famiglia. Quando arrivava, “Titti”, come lo chiamavano quelli con cui aveva più confidenza, era sempre un momento importante perché portava notizie e raccontava novità.

La sua passione per i treni, reali e modelli, nata durante l’adolescenza, lo aveva sempre spinto a promuovere e incoraggiare qualsiasi iniziativa che avesse come tema le ferrovie. Vito Roca è stato tra i fondatori della cooperativa editrice de “iTreni” e ha sempre guardato ad ACME con grande benevolenza, spronandoci a fare meglio senza lesinare critiche costruttive. Un fratello maggiore sereno e generoso, con il quale abbiamo trascorso bei pomeriggi a far foto ai treni.

Verona, 1982.

Mancheranno quegli occhi azzurri e quello sguardo che ti tagliava a metà dicendoti più di cento parole, parole che poi seguivano immancabilmente e comunque. Ci piace pensare che nel paradiso dei treni, oggi, le locomotive della ferrovia che non c’è più stiano abbassando i pantografi per il loro ultimo saluto.

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